PAGHIAMO DAZIO?

 PAGHIAMO DAZIO?

In un’economia globale totalmente interconnesse, la guerra dei dazi tra USA e Cina è un bel problema anche per le imprese italiane. O forse no. Un tema complesso e dalle molteplici letture. Un primo punto potrebbe essere che se i due Paesi dovranno sostituire le merci che prima si scambiavano con quelle provenienti da Paesi Terzi, si potrebbero potenzialmente generare alcuni vantaggi per qualche Paese.

Secondo le stime della United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD), l’Unione Europea potrebbe trarre più benefici di altri da questa situazione riuscendo a intercettare un totale di 70 miliardi di dollari del commercio bilaterale Cina-Stati Uniti (50 miliardi dagli Stati Uniti e 20 dalla Cina).

Naturalmente esistono letture che sottolineano gli scenari più critici all’orizzonte, legandoli perlopiù alla globalizzazione e a un effetto domino che porterebbe all’innesco di una spirale che gli analisti economici valutano molto preoccupante.

Si rischierebbe infatti, come sostiene il Fondo Monetario Internazionale, che il perdurare della tensione Usa-Cina conduca ad una riduzione della crescita mondiale per il 2019-2020 intorno allo 0,5% con impatti devastanti dal punti di vista della crescita dei prezzi, del freno alla circolazione delle merci e dell’occupazione a livello planetario.

L’augurio è dunque che Trump e Xi Jinping trovino un accordo ragionevole per riportare la situazione sul piano del business as usual.

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