Il “labirinto” digitale

 Il “labirinto” digitale

Si rischia lo smarrimento di fronte a tutta l’innovazione tecnologica oggi disponibile. Come orientarsi tra sensoristica industriale, soluzioni di Cloud manufacturing, tecnologie di identificazione automatica, software gestionali e macchine capaci di comunicare in wireless attraverso l’IoT, l’Internet delle cose?

La nostra capacità di assimilare e metabolizzare i nuovi strumenti digitali che quotidianamente vengono messi a disposizione è messa a dura prova.

Se appare di buon senso pensare che queste tecnologie permettano di risparmiare costi di produzione, di tagliare i tempi e aumentare la velocità di risposta alle esigenze dei clienti, il quanto e il come introdurle in azienda rimane spesso un fitto mistero.

In questo caso, anche in mercati sempre più schizofrenici e dinamici, vale la regola di fermarsi a riflettere. Si tratta di privilegiare il pensiero strategico che ci aiuta a capire quali sono gli obiettivi strutturali ai quali puntiamo. Capire in profondità cosa intendiamo migliorare (dal punto di vista organizzativo, produttivo e logistico) è il primo passo per orientarsi nell’individuazione delle possibili tecnologie digitali di supporto e nella loro selezione.

Il rischio che si corre oggi è di partire dagli strumenti proprio perché così facilmente disponibili e implementabili. Un rischio che si può evitare se solo si esercita la capacità, in ogni situazione, di farsi le domande giuste.

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